2019 - Dopo la caduta di New York

Locandina

di Martin Dolman (Sergio Martino) (1983)

Autori della recensione: Marchiño

Sergio Martino, Michael Sopkiw e George Eastman: tre nomi di culto per un post-atomico che è già nel mito del cinema di serie B.
Parafrasando quasi alla lettera il celebre 1997 - Fuga da New York e la saga di Mad Max, Martino disegna un quadro di disagio ambientale e sociale ai limiti del patetico nel quale l'umanità, oltre ad essere divisa fra la feccia mutante devastata dalle radiazioni e potenti soldati a cavallo dotati di elmi medievali, rischia pure l'estinzione perché le donne non sono più fertili. È qui che entra in gioco il nostro eroe, Sopkiw, che viene spedito con due compari eccezionali (l'uomo più forte del mondo ed un tizio con una tenaglia al posto di un braccio) alla ricerca dell'ultima donna fertile, nascosta da qualche parte a New York, città ormai alla rovina assoluta e sotto il controllo della fazione armata rivale.
Martino, come è giusto che sia, non ci risparmia nulla di tutti gli stilemi tipici del genere: inseguimenti a ruota libera, sparatorie con pistole laser (ovviamente il raggio è posticciamente sovrapposto con uno dei peggiori effetti speciali mai visti), bande di straccioni disfatti dalle radiazioni, tribù di nani e uomini scimmia, combattimenti corpo a corpo dalle coreografie inaccettabili, location di assoluto degrado come fogne infestate dai topi ed ex-fabbriche adibite a luridi dormitori.
Il lungometraggio, per la verità un po' ripetitivo e privo di trashate action epocali, si fa soprattutto apprezzare per la "sovrastruttura" pesantemente B rappresentata dai costumi e dal trucco (probabilmente si è usato veramente tutto quello che c'era a disposizione) che toccano il loro apice nelle meravigliose e sgangheratissime vetture realizzate per l'immancabile scena iniziale del "rodeo" motorizzato nel deserto (ce n'è una con un megacannone sul tettuccio veramente fantastica).
Per il resto, più che sulla sceneggiatura, il film si regge sulla convinzione con cui gli attori si calano nei propri ruoli: su tutti ancora una volta Eastman, superlativo nella parte di Big Ape, il capo della tribù degli uomini scimmia, che manderà a puttane la missione impregnando di gusto l'oggetto del contendere (che poi si scoprirà essere un androide...), precludendo così la possibilità di avere una razza umana depurata dai mutanti.
Decisamente sopra le righe è infine la base segreta della fazione in cui Sopkiw viene cooptato, realizzata con una scenografia che è una chicca assoluta del cinema trash.
Sicuramente un b-movie da vedere, ma Martino poteva esagerare un po' di più!

Paese ITA
Attori principali Michael Sopkiw, George Eastman, Anna Kanakis, Valentine Monnier
Genere Fantascienza
A chi è consigliato Può accontentare tutti
Se ti piace guarda anche I predatori dell'anno Omega, I nuovi barbari
Reperibilità Bassa
Voto


="2019_1"="2019_2"
="2019_3"="2019_4"
="2019_5"

Scrivi un commento o leggi cosa dicono di questo film