Capriccio veneziano

di Vincent Dawn (Bruno Mattei) (2003)

Autori della recensione: Brunez

Questo film di Bruno Mattei fa parte dell'ultima fase della sua carriera, ovvero quella delle inclassificabili pellicole prodotte da Gianni Paolucci che nell'ultimo decennio ci ha regalato parecchi direct-to-dvd veramente autopunitivi, a cominciare dalla resa visiva che è qualcosa di veramente straniante, a metà strada fra una videocamera amatoriale e l'alta definizione. E ovviamente anche tutte le altre caratteristiche di questi film non sono da meno, e ne abbiamo un buon esempio con questo "Capriccio Veneziano", ambientato in una Venezia da cartolina turistica in cui Roberta, insegnante di conservatorio e prototipo della brava ragazza, incontra Lorenzo, un artista bohemién che a giudicare dal fisico pompatissimo passa più tempo a spostare statue piuttosto che scolpirle. Fra loro scoppia la passione, che si realizzerà con modalità più o meno tradizionali: infatti accanto alle normali scene di sesso il nostro Lorenzo coinvolgerà Roberta in originali situazioni piccanti che abbiamo visto innumerevoli volte in qualsiasi film erotico trasmesso da 7 Gold in seconda serata: lei che fa uno spogliarello davanti alla finestra e lui che la guarda arrapandosi da lontano con un cannocchiale, del sano sesso sotto la doccia in quella che sembrerebbe una fogna o uno scantinato veneziano (?), un'intrigante partecipazione a una festa in maschera dove non si sa con si sta flirtando, e naturalmente l'immancabile scena in cui iniziano a fare all'amore con lei bendata e inconsapevole che ben presto verrà coinvolta una terza persona nel rapporto sessuale. Ma la scena che più incuriosirà lo spettatore di questo film e lo lascerà un po' allibito è quando i due, per gioco, si travestiranno entrambi da uomo (??) con tanto di baffi finti e paglietta in testa, ma verranno sorpresi mentri limonano da due gondolieri che, immediatamente, si scaglieranno contro di loro urlando in dialetto veneto cose del tipo "vàrda sti du reciòni!"*, e inizieranno a inseguirli col chiaro intento di menarli (mostrando così anche una presunta inarrestabile omofobia dei gondolieri veneziani sulla quale però non è il caso di approfondire). Durante la visione della pellicola si noterà chiaramente come, nonostante la protagonista si lasci spesso e volentieri coinvolgere, le situazioni spregiudicate proposte dal suo partner a volte siano un po' troppo per lei: alla fine lo lascia proprio mentre lui le dichiara il suo amore in extremis, su questa scena lo spettatore potrà lambiccarsi sul significato di tale dichiarazione totale di amore rispetto a come lui si è comportato con lei durante tutto il film... anche se poi pensando che tale questione sicuramente non se l'è posta nemmeno l'autore di questo film preferirà lasciar perdere.
Come avrete capito, il film è qualcosa di abbastanza inconsistente cinematograficamente parlando, e qualcuno potrebbe giustamente rispondere che è assurdo avanzare questo tipo di pretese con un film erotico, ma il bello è che questo film non è un gran ché neanche sotto questo punto di vista: le scene di sesso non sono niente di speciale (non si vede niente di più che qualche tetta, per capirci), e se a ciò aggiungiamo il fatto che i due protagonisti non sono esattamente due bellezze (lui è nerboruto ma un po' troppo troglodita, lei è abbastanza inconsistente sotto ogni punto di vista) ne vien fuori che questo film non tornerà utile nemmeno a chi volesse usarlo come fonte d'ispirazione per fare del sesso in solitaria. In definitiva, la pellicola si può salvare solo nel modo in cui si salvano la maggior parte dei film del nostro buon Brunone Mattei: considerandolo dal lato trash, dato che visto in questa ottica il film non delude, e anzi punisce nel modo giusto lo spettatore premiandolo per l'insolita scelta cinematografica, dato che ha scelto per una volta di esplorare le poco battute e rischiose vie del filmbrutto erotico invece di andare sul sicuro con un più tradizionale filmbrutto a base di splatter casereccio o arti marziali malfatte. Per finire, una menzione speciale alla buonanima di Mattei che volendo sperimentare ogni genere cinematografico, vuoi per necessità o per curiosità (o entrambe), ci ha regalato l'ennesima autopunizione degna di questo nome in una confezione del tutto inedita a chi lo conosceva quasi soltanto come regista di film dell'orrore.

* "Guarda questi due froci!"

Paese ITA
Attori principali Emily Crawford, Juliana Jerrugan
Genere Altro
A chi è consigliato Solo per completisti
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Reperibilità Facilmente reperibile in DVD
Voto


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